Emergenze, sorveglianza e sanzioni

    La prevenzione incendi

    In sintesi

    La prevenzione incendi nei luoghi di lavoro parte dalla valutazione del rischio di incendio, che fa parte del DVR, e si traduce in misure per evitare che un incendio nasca e per limitarne i danni se si sviluppa (art. 46 D.Lgs. 81/2008). Le regole operative sono contenute in tre decreti del 2021: il D.M. 1 settembre su controlli e manutenzione dei presidi, il D.M. 2 settembre su gestione dell'emergenza e formazione degli addetti, il D.M. 3 settembre sulla progettazione antincendio dei luoghi di lavoro.

    Illustrazione sulla prevenzione incendi: fiamma, estintore, rilevatore di fumo e lista di controllo

    I punti chiave

    1. Valutazione

      Materiali combustibili, sorgenti di innesco e persone presenti.

    2. Prevenzione

      Ordine, depositi corretti e controllo di fiamme e calore.

    3. Protezione

      Estintori, impianti, rilevazione, compartimentazione e vie di esodo.

    Prevenzione incendi
    1. Manutenzione

      Controlli periodici dei presidi, annotati in un registro.

    2. Addetti

      Formazione su tre livelli in base al rischio dell'attività.

    3. Tre decreti

      D.M. 1, 2 e 3 settembre 2021: controlli, gestione, progettazione.

    La valutazione del rischio di incendio

    Il rischio di incendio è uno dei rischi che il DVR deve sempre considerare. La valutazione guarda a cosa può bruciare, a cosa può innescare la combustione e a chi si troverebbe coinvolto:

    • materiali combustibili e infiammabili: carta, imballaggi, legno, solventi, gas, polveri;
    • sorgenti di innesco: fiamme libere, lavori a caldo, impianti elettrici difettosi, attriti, superfici calde;
    • quantità di materiale presente e modalità di stoccaggio;
    • numero di persone, loro conoscenza dei luoghi e capacità di evacuare da sole.

    Misure di prevenzione e di protezione

    Le misure preventive riducono la probabilità che l'incendio si verifichi: ordine e pulizia, divieto di fumo e di fiamme libere dove serve, depositi separati per gli infiammabili, manutenzione degli impianti elettrici, permessi di lavoro per saldature e lavori a caldo.

    Le misure protettive limitano le conseguenze: estintori adatti alla classe di fuoco, idranti e impianti di spegnimento, rilevazione e allarme, porte tagliafuoco e compartimentazioni, vie di esodo libere con illuminazione di sicurezza.

    I tre decreti del settembre 2021

    Dal 2022 i tre decreti hanno sostituito il vecchio D.M. 10 marzo 1998 e oggi costituiscono il riferimento tecnico per tutti i luoghi di lavoro:

    • D.M. 1 settembre 2021: criteri per controllo e manutenzione di impianti, attrezzature e sistemi antincendio, da eseguire secondo norme e istruzioni del fabbricante e da annotare in un registro. Prevede anche la qualificazione dei tecnici manutentori, la cui entrata in vigore è stata più volte prorogata;
    • D.M. 2 settembre 2021: gestione della sicurezza antincendio in esercizio e in emergenza, piano di emergenza e formazione degli addetti antincendio;
    • D.M. 3 settembre 2021: criteri di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio per i luoghi di lavoro a basso rischio di incendio, detto anche minicodice.

    La formazione degli addetti antincendio

    Il D.M. 2 settembre 2021 prevede tre livelli di corso, scelti in base al rischio dell'attività: livello 1 di 4 ore, livello 2 di 8 ore, livello 3 di 16 ore. L'aggiornamento va ripetuto almeno ogni cinque anni. Per le attività elencate nell'allegato IV del decreto, gli addetti devono conseguire anche l'attestato di idoneità tecnica rilasciato dai Vigili del Fuoco.

    Un errore comune è scegliere il livello del corso in base al costo invece che alla valutazione dei rischi: il livello deve essere coerente con quanto scritto nel DVR.

    In pratica

    1. Valuta

      Individua combustibili, inneschi e persone esposte.

    2. Riduci

      Togli materiale superfluo e controlla le sorgenti di calore.

    3. Mantieni

      Fai controllare i presidi e annota ogni verifica nel registro.

    4. Forma

      Prepara gli addetti con il corso del livello corretto.

    Domande frequenti

    Ogni quanto vanno controllati gli estintori?

    Il D.M. 1 settembre 2021 rinvia alle norme tecniche e alle istruzioni del fabbricante: per gli estintori portatili la norma UNI 9994-1 prevede un controllo periodico almeno ogni sei mesi da parte di personale competente. Tra un controllo e l'altro conviene una sorveglianza visiva interna, annotando tutto nel registro.

    Quante ore dura il corso per addetto antincendio?

    Dipende dal livello di rischio: 4 ore per il livello 1, 8 ore per il livello 2 e 16 ore per il livello 3, secondo il D.M. 2 settembre 2021. L'aggiornamento è previsto almeno ogni cinque anni.

    Il D.M. 10 marzo 1998 è ancora valido?

    No, è stato superato dai tre decreti del settembre 2021, entrati in vigore nel 2022. Chi ha ancora documenti o corsi riferiti al vecchio decreto deve allinearli ai nuovi criteri.

    Riferimenti normativi

    • D.Lgs. 81/2008, art. 46
    • D.M. 1 settembre 2021 (controllo e manutenzione dei presidi antincendio)
    • D.M. 2 settembre 2021 (gestione della sicurezza antincendio)
    • D.M. 3 settembre 2021 (criteri di progettazione per luoghi di lavoro a basso rischio)
    • D.P.R. 151/2011

    Aggiornato al 13/10/2026

    Hai bisogno di supporto?

    IMT Srl affianca le aziende negli adempimenti del D.Lgs. 81/2008, con consulenti che conoscono la tua realtà.

    Approfondimenti collegati

    Cerca un altro argomento

    Contenuto informativo aggiornato alla data indicata. Non sostituisce la formazione obbligatoria né la consulenza professionale: la normativa può cambiare, verifica sempre le disposizioni vigenti per il tuo settore.