Guida alla sicurezza · 8 argomenti
Emergenze, sorveglianza e sanzioni
Prepararsi agli imprevisti e controllare nel tempo la salute dei lavoratori fa parte della prevenzione. In questa sezione trovi come organizzare emergenze e primo soccorso, come funziona la sorveglianza sanitaria e cosa succede in caso di infortunio o di controllo.
Gli argomenti di questa sezione

La gestione delle emergenze
Il datore di lavoro deve organizzare la risposta alle emergenze: designare in anticipo gli addetti, prendere accordi con i soccorsi pubblici, informare i lavoratori e pianificare l'evacuazione (art. 43 D.Lgs. 81/2008). Il piano di emergenza scritto è obbligatorio, secondo il D.M. 2 settembre 2021, nei luoghi di lavoro con almeno dieci lavoratori, in quelli aperti al pubblico con più di 50 persone presenti contemporaneamente e nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi; negli altri casi le misure organizzative vanno comunque definite.
Leggi la scheda
La prevenzione incendi
La prevenzione incendi nei luoghi di lavoro parte dalla valutazione del rischio di incendio, che fa parte del DVR, e si traduce in misure per evitare che un incendio nasca e per limitarne i danni se si sviluppa (art. 46 D.Lgs. 81/2008). Le regole operative sono contenute in tre decreti del 2021: il D.M. 1 settembre su controlli e manutenzione dei presidi, il D.M. 2 settembre su gestione dell'emergenza e formazione degli addetti, il D.M. 3 settembre sulla progettazione antincendio dei luoghi di lavoro.
Leggi la scheda
Il primo soccorso
Ogni azienda deve organizzare il primo soccorso in base al gruppo in cui rientra secondo il D.M. 388/2003: A per le attività a rischio più elevato, B con tre o più lavoratori, C con meno di tre. Il gruppo determina la dotazione (cassetta di pronto soccorso per A e B, pacchetto di medicazione per C) e la durata del corso per gli addetti, 16 ore nel gruppo A e 12 ore nei gruppi B e C.
Leggi la scheda
La sorveglianza sanitaria
La sorveglianza sanitaria è l'insieme delle visite e degli accertamenti con cui il medico competente verifica che il lavoratore possa svolgere la propria mansione senza danni per la salute. È obbligatoria quando la valutazione dei rischi evidenzia esposizioni per cui la legge la prevede (ad esempio rumore, agenti chimici, movimentazione carichi, videoterminali) e si conclude con un giudizio di idoneità scritto, contro cui si può ricorrere all'ASL entro 30 giorni.
Leggi la scheda
L'infortunio sul lavoro: cosa fare
Dopo un infortunio bisogna prima soccorrere la persona e mettere in sicurezza l'area, poi avvisare il datore di lavoro. Se la prognosi supera i tre giorni, il datore di lavoro deve inviare la denuncia telematica all'INAIL entro due giorni dalla ricezione dei riferimenti del certificato medico (entro 24 ore se l'infortunio è mortale o con pericolo di morte); per assenze di almeno un giorno, escluso quello dell'evento, è dovuta la comunicazione a fini statistici entro 48 ore.
Leggi la scheda
Il sistema sanzionatorio
Il D.Lgs. 81/2008 punisce la maggior parte delle violazioni con contravvenzioni penali (arresto o ammenda) e alcune con sanzioni amministrative, distinte per figura agli artt. 55-60: datore di lavoro e dirigente, preposto, progettisti e fornitori, medico competente, lavoratori, autonomi. Per le contravvenzioni l'organo di vigilanza impartisce una prescrizione: se la violazione viene sanata nei termini e si paga un quarto del massimo dell'ammenda, il reato si estingue (D.Lgs. 758/1994).
Leggi la scheda
Gli organi di vigilanza
La vigilanza sulla salute e sicurezza sul lavoro spetta alle ASL e all'Ispettorato Nazionale del Lavoro, che dopo il D.L. 146/2021 ha una competenza generale, e ai Vigili del Fuoco per la prevenzione incendi (art. 13 D.Lgs. 81/2008). Durante un'ispezione possono accedere ai luoghi di lavoro, chiedere documenti, sentire le persone e impartire prescrizioni con un termine per mettersi in regola.
Leggi la scheda
Il modello organizzativo e il D.Lgs. 231/2001
Se un infortunio mortale o una lesione grave deriva dalla violazione delle norme di sicurezza, oltre alla persona fisica può rispondere anche la società, con sanzioni pecuniarie e interdittive (art. 25-septies D.Lgs. 231/2001). L'ente può evitare questa responsabilità dimostrando di aver adottato ed efficacemente attuato, prima del fatto, un modello di organizzazione e gestione con i requisiti dell'art. 30 D.Lgs. 81/2008, vigilato da un Organismo di Vigilanza.
Leggi la schedaContenuto informativo aggiornato alla data indicata. Non sostituisce la formazione obbligatoria né la consulenza professionale: la normativa può cambiare, verifica sempre le disposizioni vigenti per il tuo settore.
