Rischi specifici

    Gli agenti chimici

    In sintesi

    Il rischio chimico riguarda tutte le sostanze e miscele pericolose presenti al lavoro, dai detergenti ai solventi, dalle polveri ai gas, e il Titolo IX, Capo I del D.Lgs. 81/2008 impone di valutarlo considerando proprietà pericolose, quantità, vie e durata dell'esposizione. Le fonti principali di informazione sono l'etichetta prevista dal regolamento CLP (CE) 1272/2008 e la scheda di dati di sicurezza prevista dal regolamento REACH; se la valutazione dimostra un rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute, alcune misure specifiche non si applicano.

    Illustrazione sul rischio chimico: beuta di laboratorio, etichetta, scheda di sicurezza e scudo di protezione

    I punti chiave

    1. Dove si trovano

      Detergenti, solventi, vernici, colle, acidi, gas, polveri come silice e legno.

    2. Valutazione

      Pericolosità, quantità, vie di esposizione, durata, condizioni di lavoro.

    3. Etichetta CLP

      Pittogrammi, avvertenza, frasi di pericolo H e consigli P.

    Agenti chimici pericolosi
    1. Scheda di sicurezza

      Le 16 sezioni con rischi, DPI, primo soccorso, stoccaggio e smaltimento.

    2. Misure

      Sostituzione, sistemi chiusi, aspirazione localizzata, procedure, DPI.

    3. Emergenze

      Procedure per sversamenti, incendi e contatti accidentali.

    Cosa si valuta

    L'art. 223 chiede al datore di lavoro di determinare quali agenti chimici pericolosi sono presenti e di valutarne i rischi, considerando in particolare:

    • le proprietà pericolose, ricavate da etichetta e scheda di dati di sicurezza;
    • il livello, il modo e la durata dell'esposizione e le vie di assorbimento (inalazione, contatto con la pelle, ingestione);
    • le quantità utilizzate e le condizioni di lavoro, come temperatura e ventilazione;
    • i valori limite di esposizione professionale e i valori limite biologici, quando esistono;
    • le misure di prevenzione già adottate e, se disponibili, le conclusioni della sorveglianza sanitaria.

    Etichetta e scheda di dati di sicurezza

    L'etichetta prevista dal regolamento CLP (CE) n. 1272/2008 è la prima informazione disponibile: riporta i pittogrammi di pericolo, l'avvertenza (pericolo o attenzione), le indicazioni di pericolo (frasi H) e i consigli di prudenza (frasi P).

    La scheda di dati di sicurezza, disciplinata dal regolamento REACH (CE) n. 1907/2006, è lo strumento più completo: in 16 sezioni descrive pericoli, composizione, primo soccorso, misure antincendio e in caso di rilascio, manipolazione e stoccaggio, controllo dell'esposizione e DPI, smaltimento. Va richiesta al fornitore, conservata in versione aggiornata e resa disponibile a chi usa il prodotto.

    La gerarchia delle misure

    • Sostituire il prodotto con uno meno pericoloso, quando possibile.
    • Usare sistemi chiusi e automazione, ridurre quantità e numero di lavoratori esposti.
    • Installare aspirazioni localizzate alla fonte e garantire una buona ventilazione.
    • Stoccare correttamente, separando le sostanze incompatibili, con contenitori etichettati.
    • Adottare procedure di lavoro e di igiene e, per il rischio residuo, DPI adatti (guanti, occhiali, facciali filtranti, tute).

    Il rischio basso e irrilevante

    Se la valutazione dimostra, in relazione al tipo e alle quantità di agente e alle modalità e frequenza dell'esposizione, un rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute, e le misure generali dell'art. 224 bastano a contenerlo, non si applicano alcune misure specifiche, tra cui la sorveglianza sanitaria dell'art. 229. La conclusione va motivata nel DVR, non presunta.

    Errori frequenti

    • Travasare prodotti in bottiglie anonime o contenitori alimentari senza etichetta.
    • Archiviare schede di sicurezza vecchie o in lingua straniera senza leggerle.
    • Dimenticare i prodotti usati da pulizie e manutenzione o le polveri generate dalle lavorazioni.

    In pratica

    1. Censisci

      Fai l'inventario di prodotti e polveri con le relative schede.

    2. Leggi

      Ricava pericoli e misure da etichetta CLP e scheda di sicurezza.

    3. Valuta

      Stima l'esposizione reale per mansione e documentala nel DVR.

    4. Controlla

      Applica le misure, forma i lavoratori e prepara le procedure di emergenza.

    Domande frequenti

    Chi deve fornire la scheda di dati di sicurezza?

    Il fornitore della sostanza o della miscela pericolosa, secondo il regolamento REACH. Il datore di lavoro deve procurarsela, tenerla aggiornata e metterla a disposizione dei lavoratori che usano il prodotto.

    Anche i detergenti per le pulizie vanno valutati?

    Sì. Molti detergenti e disinfettanti sono classificati come corrosivi, irritanti o sensibilizzanti e rientrano nel rischio chimico, anche se la valutazione può concludere per un rischio basso e irrilevante.

    Quando è obbligatoria la sorveglianza sanitaria per il rischio chimico?

    Quando i lavoratori sono esposti ad agenti chimici pericolosi per la salute e la valutazione non ha concluso per un rischio irrilevante per la salute. Il protocollo è definito dal medico competente.

    Riferimenti normativi

    • D.Lgs. 81/2008, Titolo IX, Capo I, artt. 221-232
    • D.Lgs. 81/2008, art. 223
    • D.Lgs. 81/2008, art. 224
    • D.Lgs. 81/2008, art. 229
    • Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP)
    • Regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH)

    Aggiornato al 13/10/2026

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