Valutazione dei rischi e DVR

    Cos'è la valutazione dei rischi

    In sintesi

    La valutazione dei rischi è l'analisi sistematica di tutti i pericoli presenti nell'attività lavorativa, per stimare quanto è probabile che causino un danno e quanto sarebbe grave. È un obbligo del datore di lavoro non delegabile (art. 17 D.Lgs. 81/2008) e il suo risultato va documentato nel DVR insieme alle misure scelte per ridurre i rischi.

    Illustrazione sulla valutazione dei rischi: scudo di sicurezza, segnale di pericolo, indicatore del livello di rischio e checklist

    I punti chiave

    1. Pericolo

      Ciò che può causare un danno: una macchina, una sostanza, un'abitudine di lavoro.

    2. Rischio

      La combinazione tra probabilità che il danno avvenga e sua gravità.

    3. Danno

      L'effetto negativo concreto sulla salute o sull'integrità della persona.

    Valutazione dei rischi
    1. Cosa si analizza

      Attività, ambienti, attrezzature, sostanze, mansioni e persone esposte.

    2. Matrice P × G

      Incrocia probabilità e gravità per classificare il rischio in basso, medio o alto.

    3. Obiettivo

      Eliminare o ridurre i rischi e documentare il percorso nel DVR.

    Pericolo, rischio e danno: la differenza

    Sono tre parole che nel linguaggio comune si usano come sinonimi, ma nella sicurezza sul lavoro indicano cose diverse, e confonderle porta a valutazioni sbagliate.

    • Pericolo: la proprietà intrinseca di qualcosa di poter causare un danno. Un solvente infiammabile, una lama in movimento, un pavimento bagnato.
    • Rischio: la probabilità che quel pericolo produca davvero un danno nelle condizioni reali di lavoro, pesata per la gravità del danno stesso.
    • Danno: la conseguenza negativa che si verifica, cioè l'infortunio o la malattia professionale.

    Da dove parte la valutazione

    Una valutazione seria non parte dal modello di un altro documento ma dall'osservazione del lavoro come si svolge davvero. Vanno censiti:

    • le attività e le fasi di lavoro, comprese quelle saltuarie come pulizie e manutenzioni;
    • gli ambienti e le aree, interne ed esterne;
    • le macchine, le attrezzature e gli impianti utilizzati;
    • le sostanze e le miscele presenti, con le relative schede di sicurezza;
    • le mansioni e le persone esposte, compresi lavoratori con particolari condizioni (gravidanza, minori, neoassunti).

    La matrice probabilità × gravità

    Il metodo più diffuso per stimare il rischio è la matrice: si assegna un valore alla probabilità (P) che l'evento si verifichi e uno alla gravità (G) del danno, poi si combinano. In una matrice 3×3 il rischio risulta basso, medio o alto.

    La matrice serve a stabilire le priorità: i rischi alti richiedono interventi immediati, quelli medi vanno programmati, quelli bassi tenuti sotto controllo. Per i rischi che hanno una normativa specifica (rumore, vibrazioni, agenti chimici, movimentazione carichi) si usano invece i metodi e i valori limite previsti dai rispettivi titoli del D.Lgs. 81/2008.

    Le cinque fasi della valutazione

    • Individuare i pericoli presenti in ogni attività e ambiente.
    • Stimare il rischio combinando probabilità e gravità.
    • Definire le misure di prevenzione e protezione, privilegiando quelle collettive e alla fonte.
    • Pianificare gli interventi di miglioramento con tempi e responsabili.
    • Riesaminare periodicamente la valutazione e ogni volta che cambia qualcosa di rilevante.

    In pratica

    1. Osserva

      Cammina nei reparti e guarda come si lavora davvero, non come dovrebbe.

    2. Stima

      Assegna probabilità e gravità a ogni pericolo trovato.

    3. Intervieni

      Scegli le misure partendo dai rischi più alti.

    4. Verifica

      Controlla nel tempo che le misure funzionino.

    Domande frequenti

    La valutazione dei rischi è obbligatoria anche con un solo dipendente?

    Sì. L'obbligo scatta con il primo lavoratore, compresi soci lavoratori, tirocinanti e apprendisti. Cambia solo la forma del documento, che per le piccole imprese può seguire procedure semplificate.

    Il datore di lavoro può delegare la valutazione dei rischi?

    No. L'art. 17 del D.Lgs. 81/2008 la indica tra i due obblighi non delegabili, insieme alla nomina dell'RSPP. Il datore di lavoro può farsi aiutare da RSPP e consulenti, ma la responsabilità resta sua.

    Qual è la differenza tra pericolo e rischio?

    Il pericolo è la fonte potenziale di danno (ad esempio una scala); il rischio è la probabilità che quel pericolo causi davvero un infortunio, combinata con la sua gravità (ad esempio cadere dalla scala lavorando in quota).

    Riferimenti normativi

    • D.Lgs. 81/2008, art. 2 (definizioni)
    • D.Lgs. 81/2008, art. 17
    • D.Lgs. 81/2008, art. 28
    • D.Lgs. 81/2008, art. 29

    Aggiornato al 13/10/2026

    Hai bisogno di supporto?

    IMT Srl affianca le aziende negli adempimenti del D.Lgs. 81/2008, con consulenti che conoscono la tua realtà.

    Approfondimenti collegati

    Cerca un altro argomento

    Contenuto informativo aggiornato alla data indicata. Non sostituisce la formazione obbligatoria né la consulenza professionale: la normativa può cambiare, verifica sempre le disposizioni vigenti per il tuo settore.