Il Testo Unico e le figure della sicurezza

    A chi si applica il Testo Unico

    In sintesi

    Secondo l'art. 3 il D.Lgs. 81/2008 si applica a tutti i settori di attività, privati e pubblici, e a tutte le tipologie di rischio. Tutela ogni lavoratore che opera nell'organizzazione di un datore di lavoro, qualunque sia il contratto, anche senza retribuzione; per autonomi, collaboratori familiari e volontari valgono regole ridotte, soprattutto l'art. 21.

    Illustrazione sul campo di applicazione del Testo Unico: gruppo di persone, edificio aziendale, valigetta da lavoro ed edificio pubblico

    I punti chiave

    1. Tutti i settori

      Pubblici e privati, senza eccezioni di dimensione o fatturato.

    2. Tutti i rischi

      Ogni tipologia di rischio presente nell'attività.

    3. Lavoratore in senso ampio

      Conta l'attività svolta nell'organizzazione, non il tipo di contratto.

    Campo di applicazione
    1. Equiparati

      Soci lavoratori, tirocinanti, allievi in laboratorio, volontari in certi casi.

    2. Regole su misura

      Autonomi, smart working, lavoro a domicilio, distacco, somministrazione.

    3. Settori speciali

      Forze armate, polizia, vigili del fuoco, scuole e università con norme adattate.

    Chi è lavoratore per il Testo Unico

    L'art. 2 definisce lavoratore chiunque svolga un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro, pubblico o privato, indipendentemente dal contratto e anche senza retribuzione, persino solo per apprendere un mestiere. È una definizione volutamente ampia: conta come si lavora, non come è scritto il contratto.

    • lavoratori subordinati a tempo pieno o parziale, determinato o indeterminato, apprendisti;
    • soci lavoratori di cooperative e di società che prestano attività per la società;
    • tirocinanti e stagisti;
    • allievi di scuole e università quando usano laboratori, attrezzature, macchine o sostanze pericolose;
    • lavoratori somministrati, per i quali gli obblighi di prevenzione gravano in gran parte sull'utilizzatore.

    Regole particolari per alcuni rapporti

    • Distacco: gli obblighi di prevenzione sono a carico di chi riceve il lavoratore, mentre chi lo distacca deve informarlo e formarlo sui rischi tipici della mansione.
    • Collaborazioni coordinate e continuative: il decreto si applica se l'attività si svolge nei luoghi del committente.
    • Lavoro agile: per l'attività svolta fuori dai locali aziendali il datore consegna, almeno una volta l'anno, un'informativa scritta sui rischi al lavoratore e all'RLS.
    • Telelavoro e lavoro a domicilio: valgono, tra l'altro, le regole su informazione, formazione, DPI e attrezzature fornite.
    • Lavoratori autonomi, componenti dell'impresa familiare, coltivatori diretti, artigiani e piccoli commercianti: si applica l'art. 21 (attrezzature conformi, DPI, tesserino negli appalti) e, per gli autonomi, l'art. 26.
    • Volontari: si applica l'art. 21; se operano nell'organizzazione di un datore di lavoro, questo deve informarli sui rischi e sulle misure di emergenza.

    Pubbliche amministrazioni e settori speciali

    Il Testo Unico vale anche per la pubblica amministrazione. Per forze armate e di polizia, vigili del fuoco, protezione civile, strutture giudiziarie e penitenziarie, scuole e università, uffici all'estero e trasporti aerei e marittimi, l'art. 3 prevede che le norme siano applicate tenendo conto delle particolari esigenze del servizio, secondo decreti specifici.

    Gli errori più comuni

    • Pensare che sotto una certa soglia di dipendenti il decreto non si applichi: l'obbligo scatta con il primo lavoratore.
    • Considerare il socio lavoratore o il tirocinante come estraneo all'azienda: va valutato, formato e, se previsto, sottoposto a sorveglianza sanitaria.
    • Dimenticare chi lavora in smart working: l'informativa annuale scritta è obbligatoria.

    In pratica

    1. Censisci

      Elenca tutte le persone che lavorano per te, con ogni contratto.

    2. Inquadra

      Individua per ciascuno le regole che si applicano.

    3. Tutela

      Estendi valutazione e formazione a tutti gli equiparati.

    4. Chiarisci

      Nei casi dubbi confrontati con RSPP o consulente.

    Domande frequenti

    Il D.Lgs. 81/2008 si applica anche alle aziende senza dipendenti?

    Se non ci sono lavoratori nel senso dell'art. 2, la maggior parte degli obblighi non scatta. Il titolare che lavora da solo resta però soggetto all'art. 21 come lavoratore autonomo, e diventa datore di lavoro appena inserisce anche un solo collaboratore, tirocinante o socio lavoratore.

    Un tirocinante va formato sulla sicurezza?

    Sì. Il tirocinante è equiparato al lavoratore: deve ricevere informazione e formazione, essere considerato nella valutazione dei rischi e, se la mansione lo richiede, essere sottoposto a sorveglianza sanitaria.

    Quali obblighi ha il datore di lavoro per chi lavora in smart working?

    Per il lavoro agile svolto fuori dai locali aziendali deve consegnare al lavoratore e all'RLS, almeno una volta l'anno, un'informativa scritta sui rischi generali e specifici; il lavoratore deve cooperare all'attuazione delle misure.

    Riferimenti normativi

    • D.Lgs. 81/2008, art. 2, comma 1, lett. a)
    • D.Lgs. 81/2008, art. 3
    • D.Lgs. 81/2008, art. 21
    • D.Lgs. 81/2008, art. 26

    Aggiornato al 13/10/2026

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