Chi può fare il medico competente
Non basta essere medici: l'art. 38 richiede la specializzazione in medicina del lavoro (o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica), la docenza in specifiche discipline, l'autorizzazione prevista dalla vecchia normativa oppure la specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale con un percorso universitario integrativo. Il medico deve partecipare all'educazione continua in medicina, con almeno il 70% dei crediti nella disciplina della medicina del lavoro, ed è iscritto nell'elenco nazionale dei medici competenti.
Quando va nominato
Il datore di lavoro nomina il medico competente quando la sorveglianza sanitaria è obbligatoria: per i rischi espressamente previsti dal decreto (ad esempio rumore oltre i valori di azione, vibrazioni, agenti chimici pericolosi, agenti biologici, movimentazione manuale dei carichi, uso abituale di videoterminali) o quando la valutazione dei rischi lo ritiene necessario. Se nessun lavoratore è esposto a rischi che richiedono la sorveglianza, la nomina non è obbligatoria; è buona prassi spiegarne il motivo nel DVR.
Le visite dell'art. 41
Le visite non possono essere usate per accertare lo stato di gravidanza o negli altri casi vietati dalla legge.
- Preventiva, anche preassuntiva, per verificare l'assenza di controindicazioni alla mansione.
- Periodica, di norma una volta l'anno salvo diversa periodicità stabilita dalle norme specifiche o dal medico in base ai rischi.
- Su richiesta del lavoratore, se il medico la ritiene correlata ai rischi professionali.
- In occasione del cambio di mansione.
- Alla cessazione del rapporto, nei casi previsti dalla normativa.
- Prima della ripresa del lavoro dopo un'assenza per motivi di salute superiore a 60 giorni continuativi, se il medico la ritiene necessaria.
Giudizio di idoneità e altri compiti
Dopo ogni visita il medico esprime per iscritto, al lavoratore e al datore di lavoro, uno dei giudizi previsti: idoneità, idoneità parziale temporanea o permanente con prescrizioni o limitazioni, inidoneità temporanea, inidoneità permanente. Contro il giudizio si può ricorrere entro 30 giorni all'organo di vigilanza territorialmente competente (ASL).
Il medico istituisce e custodisce la cartella sanitaria e di rischio di ogni lavoratore sorvegliato, visita gli ambienti di lavoro almeno una volta l'anno o con la periodicità indicata nel DVR, comunica per iscritto nella riunione periodica i risultati anonimi collettivi e collabora a valutazione dei rischi, formazione e organizzazione del primo soccorso.

