Rischi specifici

    L'amianto

    In sintesi

    L'amianto è pericoloso quando le sue fibre si disperdono nell'aria, ad esempio durante manutenzioni, rimozioni o demolizioni di materiali che lo contengono. Il Titolo IX, Capo III del D.Lgs. 81/2008 impone la valutazione del rischio, la notifica all'organo di vigilanza o, per rimozioni e demolizioni, un piano di lavoro inviato almeno 30 giorni prima, affidato solo a imprese abilitate. Dal 24 gennaio 2026 il valore limite di esposizione è sceso a 0,01 fibre per cm³ come media ponderata su 8 ore.

    Illustrazione sul rischio amianto: elmetto da cantiere, flusso d'aria con fibre, segnale di pericolo e contenitore per rifiuti

    I punti chiave

    1. Dove si trova

      Coperture in cemento-amianto, coibentazioni, tubazioni, pannelli, vecchi pavimenti.

    2. Quando è pericoloso

      Quando le fibre vengono liberate e respirate.

    3. Notifica

      All'organo di vigilanza prima di lavori che possono esporre a fibre.

    Rischio amianto
    1. Piano di lavoro

      Per rimozioni e demolizioni, inviato almeno 30 giorni prima.

    2. Valore limite

      0,01 fibre per cm³ su 8 ore, in vigore dal 24 gennaio 2026.

    3. Imprese abilitate

      Rimozione e smaltimento solo da imprese con i requisiti di legge.

    Dove si può trovare

    L'amianto è stato vietato in Italia nel 1992, ma resta presente in molti edifici e impianti costruiti prima. Le situazioni più comuni sono:

    • coperture e lastre ondulate in cemento-amianto, canne fumarie e serbatoi;
    • coibentazioni di tubazioni, caldaie e impianti termici;
    • pannelli, controsoffitti, guarnizioni e pavimenti in vinil-amianto;
    • intonaci e materiali spruzzati in edifici industriali.

    Prima di intervenire

    Prima di demolizioni o manutenzioni il datore di lavoro deve accertare, anche chiedendo informazioni ai proprietari, se nell'area sono presenti materiali contenenti amianto. Nel dubbio, il materiale va trattato come se lo contenesse finché analisi eseguite da laboratori qualificati non lo escludono.

    Un errore frequente è forare, tagliare o rimuovere una lastra sospetta "tanto è poca cosa": anche interventi brevi possono liberare quantità significative di fibre.

    Notifica e piano di lavoro

    • Notifica (art. 250): prima di lavori che possono esporre a polvere di amianto, il datore di lavoro presenta una notifica all'organo di vigilanza competente con luogo, tipo e quantità di amianto, attività e procedure, lavoratori coinvolti, date e misure di protezione; va ripresentata se le condizioni cambiano in modo da aumentare l'esposizione.
    • Piano di lavoro (art. 256): per demolizione o rimozione dell'amianto o di materiali che lo contengono, il datore di lavoro redige un piano con le misure per lavoratori e ambiente esterno e lo invia all'organo di vigilanza almeno 30 giorni prima dell'inizio. L'invio del piano sostituisce la notifica; in caso di urgenza il preavviso non si applica, ma vanno comunicati data e orario di inizio.
    • Imprese: la demolizione e la rimozione possono essere eseguite solo da imprese in possesso dei requisiti dell'art. 212 del D.Lgs. 152/2006.

    Il nuovo valore limite

    Il D.Lgs. 31 dicembre 2025, n. 213, che recepisce la direttiva (UE) 2023/2668, ha riscritto parte del Capo III. Dal 24 gennaio 2026 l'art. 254 fissa il valore limite a 0,01 fibre per cm³ come media ponderata su 8 ore, dieci volte più basso del precedente; dal 21 dicembre 2029 cambiano i metodi di misurazione, con il passaggio a tecniche più sensibili.

    Se il valore viene superato, o se emergono materiali contenenti amianto non identificati prima, i lavori si fermano e possono riprendere solo con misure adeguate, dopo aver individuato le cause e misurato di nuovo la concentrazione di fibre.

    Misure in cantiere

    • Confinare e segnalare l'area, con accesso riservato al personale autorizzato.
    • Bagnare i materiali e usare attrezzi manuali o a bassa velocità per limitare la polvere.
    • Aspirare con apparecchi dotati di filtri ad alta efficienza e pulire accuratamente a fine lavoro.
    • Fornire protezioni respiratorie adeguate e garantire la decontaminazione di persone e attrezzature.
    • Raccogliere i rifiuti in imballaggi chiusi ed etichettati e smaltirli come rifiuti pericolosi.

    In pratica

    1. Sospetta

      Censisci i materiali che potrebbero contenere amianto.

    2. Accerta

      Fai analizzare i materiali dubbi prima di intervenire.

    3. Pianifica

      Affida i lavori a imprese abilitate con notifica o piano di lavoro.

    4. Documenta

      Conserva piani, analisi, formulari dei rifiuti e attestati.

    Domande frequenti

    Qual è il valore limite di esposizione all'amianto?

    Dal 24 gennaio 2026 è di 0,01 fibre per cm³ come media ponderata su 8 ore, secondo l'art. 254 del D.Lgs. 81/2008 modificato dal D.Lgs. 213/2025. In precedenza era 0,1 fibre per cm³.

    Con quanto anticipo va presentato il piano di lavoro?

    Almeno 30 giorni prima dell'inizio dei lavori, all'organo di vigilanza competente. Se entro quel termine non arrivano richieste motivate di integrazione o prescrizioni, i lavori possono iniziare; nei casi di urgenza il termine non si applica.

    Posso rimuovere da solo una piccola lastra di amianto in azienda?

    No. La rimozione deve essere eseguita da un'impresa con i requisiti di legge, con piano di lavoro, protezioni e smaltimento come rifiuto pericoloso, anche per piccole quantità.

    Riferimenti normativi

    • D.Lgs. 81/2008, Titolo IX, Capo III, artt. 246-261
    • D.Lgs. 81/2008, art. 250
    • D.Lgs. 81/2008, art. 254
    • D.Lgs. 81/2008, art. 256
    • D.Lgs. 213/2025 (attuazione della direttiva (UE) 2023/2668)
    • D.Lgs. 152/2006, art. 212

    Aggiornato al 13/10/2026

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