Le grandezze da valutare
La valutazione del rumore considera due parametri. Il primo è il livello di esposizione giornaliera, cioè l'energia sonora ricevuta in una giornata riportata a 8 ore e misurata in dB(A). Il secondo è la pressione acustica di picco, che descrive i rumori impulsivi come colpi di martello, spari di chiodatrici o scoppi, misurata in dB(C).
Quando l'esposizione varia molto da un giorno all'altro, l'art. 189 consente di usare il livello settimanale al posto di quello giornaliero, a condizione che non superi 87 dB(A) e che siano adottate misure per ridurre al minimo i rischi.
Le tre soglie e cosa comportano
- Oltre 80 dB(A) o 135 dB(C): il datore di lavoro mette a disposizione i protettori dell'udito, informa e forma i lavoratori; la visita medica è prevista su richiesta del lavoratore se il medico competente ne conferma l'opportunità.
- Da 85 dB(A) o 137 dB(C): il datore di lavoro elabora e applica un programma di misure tecniche e organizzative, esige l'uso dei protettori, segnala e delimita le aree; scatta la sorveglianza sanitaria, di norma annuale.
- 87 dB(A) o 140 dB(C): è il valore limite, il solo per cui si tiene conto dell'attenuazione dei DPI. Se viene superato, bisogna intervenire subito per riportare l'esposizione sotto il limite e capire perché è successo.
Ridurre il rumore prima di proteggere l'orecchio
Gli otoprotettori sono l'ultima linea di difesa. Le misure che funzionano meglio agiscono sulla sorgente e sulla propagazione:
- scegliere macchine e utensili a bassa emissione già in fase di acquisto;
- fare manutenzione regolare, perché cuscinetti usurati e parti allentate aumentano il rumore;
- usare cabine, carterature, barriere e materiali fonoassorbenti;
- allontanare le lavorazioni rumorose e ridurre il tempo di permanenza nelle aree più esposte.
Errori frequenti
- Fare la valutazione una volta sola e non ripeterla dopo l'arrivo di nuove macchine.
- Distribuire tappi e cuffie senza verificare che l'attenuazione sia adeguata e che vengano indossati per tutto il tempo.
- Ignorare i picchi: una lavorazione breve ma molto impulsiva può superare i valori di azione anche con un LEX basso.

